Facciamo il punto sugli smartwatch, orologi con funzioni “smart”

Dal 19° secolo, grazie a Patek Philippe, abbiamo il piacere di poter usare degli orologi da polso. Inizialmente erano uno strumento utile per controllare l’orario, e man mano abbiamo aggiunto funzioni più o meno utili come il cronometro, altimetro, ecc.

Ma siamo giunti a una rivoluzione: l’orologio 2.0 si è evoluto in un orologio che diventa smart come i nostri nuovi smartphone. Sono stati proposti nel 2014 da LG, Samsung e Motorola, che hanno iniziato con android wear, sistema operativo sviluppato da google per gli smartwatch basato inizialmente su android kitkat 4.4.4. Ma la situazione è cambiata, perchè non esiste più solamente UN sistema operativo per smartwatch, infatti ognuno propone il suo, come il PEBBLE che non monta android wear, ma una versione proprietaria; samsung usa tizen per i suoi smartwatch, apple usa una versione di IOS ottimizzata per smartwatch.



E da qui la corsa: non allo smartwatch più potente, ma a quello più bello, più grande o con tante funzioni…nessuno che guardi alla batteria con un occhio di riguardo.

FACCIAMO LE DIFFERENZE

Uno smartwatch non è come un fitness tracker: essi sono due cose distinte e separate.

Un fitness tracker si occupa di monitorare il battito cardiaco, ha il contapassi, calcola quanto dormiamo e la qualità del sonno, e monitora i dati mentre facciamo attività fisica. Non ha bisogno per forza di un display, perchè tutto viene visualizzato con l’app sullo smartphone accoppiato. Non ha bisogno per forza di wifi, gps ad esempio.

Uno smartwatch invece punta tutto sulle notifiche, utilizza la vibrazione, può avere un display “always on”, possiamo attivare il display con un doppio tap sullo schermo, possiamo interagire con lo smartphone in remoto tramite bluetooth, ha wifi, gps, memoria interna, fotocamera, fare chiamate, inviare messaggi…



HARDWARE

Gli smartwatch con android wear avevano bisogno di ALMENO 512 mb di ram e un processore qualcomm snapdragon 400 quad core (con 3 core bloccati su 4) per poter girare bene. Apple watch più o meno gli stessi requisiti, anche se sappiamo che apple usa cpu proprietarie per le sue macchine. Infine, gli smartwatch con tizen necessitano più o meno degli stessi requisiti i android wear per far girare il tutto. Tutto ciò non succede con pebble, il quale montando un sistema operativo proprietario, non necessita di risorse hardware eccessive.  Poi naturalmente soluzioni come la xiaomi mi band che costano poco e hanno tanti sensori per monitorare davvero tante cose, non hanno bisogno di display obbligatorio, possono vibrare per notificare qualcosa.

SOFTWARE

Il software per far girare tutto non è uno solo, parliamo di android wear, watch os, tizen, android normale adattato agli smartwatch…davvero troppi! Non si capisce nulla, perchè il cuore dell’ottimizzazione qui si dovrebbe tradurre in: aspetto grafico ottimizzato per schermi piccoli senza opzioni troppo pesanti, come il poter avere troppe watchfaces per personalizzare il quadrante, l’accensione dello schermo (stile glance per 10/20/30 secondi ogni 15/30/45/60 minuti se dispari, se pari ogni 20/40/60 minuti; in modo da poter evitare di accendere l’orologio per dover vedere l’orario in continuazione. Le ottimizzazioni di cui parlo possono essere anche sfruttare lo schermo dello smartwatch come mouse per lo smartphone, semplice anche se la comodità è un aspetto da considerare.



GIOCHI

I giochi su smartwatch? si, ma solo quelli che non necessitano di tasti, altrimenti la giocabilità va a farsi benedire.

APP UTILI

Se parliamo di android wear un pulitore come Fastimizer, che rimuove la cache e file inutili. Per la batteria, credo si possa fare il root e installare greenify, ma non saprei come usarlo dato che non dispongo al momento di smartwatch sul quale testare tutto questo, ma continuo a monitorare il settore in cerca di qualcosa che mi attragga davvero. Di certo vorremo delle watchfaces alternative, e degli sfondi alternativi, anche se lascerei il nero personalmente per un fattore batteria.

LA BATTERIA

Aspetto cruciale di uno smartwach e/o di un fitness traker, è da tenere in considerazione perchè non si dovrebbe caricare l”orologio tutte le sere come il telefono. Il migliore come rapporto batteria/features resta il pebble, ma su android wear tengo un pò di ottimismo in quanto potrebbero arrivare i processori mediatek a cambiare la situazione, dato che ho constatato, anche da recensioni di smartphone che montavano questi processori, che sono poco energivori, quindi ottimi per uno smartwatch.

LA MIA IDEA DI SMARTWATCH

Partiamo dal presupposto che android wear dovrebbe essere ottimizzato per questi requisiti:

-512 mb di ram

-CPU ARM cortex A5 quad core (con 3 core bloccati), con 4 mb di memoria cache

ecco, questa risulterebbe la soluzione definitiva, che abbatterebbe i costi dei produttori, e aumenterebbe di molto l’autonomia di ogni singolo smartwatch prodotto con questi requisiti. Di contro, ci vorrebbe una lavorazione maggiore del software, ridurre ad una le watchfaces installabili sullo smartwatch, utilizzare un sistema diverso dall’ always on per visualizzare orario e notifiche, insomma una lavorazione maggiore. la migliore soluzione resta ad oggi quella che meizu presenterà, chiamata meizu mix, con quadrante analogico, senza display, e sotto i sensori. Un autonomia mostruosa, parliamo di 240 giorni, che con una 270 mah sono tantissimi, e i sensori essenziali. il prezzo? Poco più di 130 euro.



I MIGLIORI E I PEGGIORI

Qui possiamo fare un distinguo sul tipo di orologi, perchè i fitness tracker soffrono molto di meno di scarsa autonomia rispetto agli smartwatch.

In breve, tra i migliori, possiamo trovare i pebble per eccellenza, i samsung smartwatch con tizen e (ancora da vedere e recensire) il fantastico meizu mix che si pone a metà tra i due mondi.

Ma non esistono solamente i mgliori, e tra i peggiori in termini di autonomia troviamo gli smartwatch equipaggiati con android wear e gli smartwatch con Watch os; in particolare questi ultimi hanno una durata della batteria davvero scarsa.



COSA MI ASPETTO DA UNO SMARTWATCH

Premetto che il settore è da studiare molto, ma le premesse per fare ottimi smartwatch esistono. Personalmente seguo il settore da quando è iniziato tutto, ma di cambiamenti reali non ne ho visti molti. Nuovi sensori, nuove features, ma di cose utili come l’aumento o il raddoppio dell’autonomia non ne ho viste al momento della stesura del seguente articolo. Non si dovrebbe puntare sull’aspetto estetico, quello si conta, ma le funzionalità contano in maniera maggiore, specie se parliamo di “smartwatch” e non di “orologio”

 

fonte: wikipedia.org , hdblog.it

61 comments

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