Incidente all’ILVA.Operaio muore e sindacati in sciopero

Stava operando vicino al nastro trasportatore quando un carrello l’ha schiacciato. Così è morto, secondo le prime informazioni di fonti sindacali, un operaio all’Ilva di Taranto, Giacomo Campo, poco dopo le 7 del mattino. Il lavoratore aveva 25 anni ed era assunto da una ditta dell’appalto, la Steel Service. L’incidente è avvenuto nell’area dell’altoforno Afo4. Sul posto, ispettori del lavoro, Cc e vigili del fuoco. Il corpo dell’operaio è rimasto incastrato nel nastro trasportatore.



IL VICEMINISTRO DEL LAVORO VIENE CONTATTATO

È in corso un incontro presso la Prefettura di Taranto, a cui partecipano il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova e le organizzazioni sindacali, convocato dal prefetto Umberto Guidato dopo l’incidente avvenuto questa mattina all’Ilva in cui ha perso la vita il 25enne operaio Michele Campo, dipendente della ditta Steel Service. I sindacati da tempo denunciavano carenze organizzative e problemi di sicurezza negli impianti. Le operazioni di recupero del corpo sono ancora in corso. Fonti dell’Ilva precisano che il lavoratore è rimasto schiacciato tra il rullo e il nastro trasportatore e che sono in corso le verifiche per appurare la dinamica dell’incidente. «Una tragedia». Cosi la viceministro Teresa Bellanova da Taranto, dove si è immediatamente recata dopo aver appreso della morte del venticinquenne Giacomo Campo.

ALCUNI SINDACATI ESCLUSI DAL VERTICE

L’Usb (Unione sindacale di base) ha lamentato l’esclusione della riunione in prefettura. «Questo è il modo di fare democrazia del nostro Governo. Vogliono metterci a tacere, ma non possono farlo, non quando c’è in gioco la vita dei lavoratori», sottolinea in una nota il coordinatore provinciale dell’Usb , Francesco Rizzo. In occasione della visita a Taranto «del premier Renzi, il viceministro – osserva il sindacalista – utilizzò il termine «scommessa» per indicare l’obiettivo del Governo sull’Ilva di Taranto. Ora vogliamo rigirare la stessa parola per chiederle: è un’altra morte viceministro la scommessa che il Governo ha fatto su Taranto? Voi scommettete e le persone perdono la vita.

 

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UN ALTRO OPERAIO MORTO IN SEGUITO

Il secondo è un operaio di Atac di 53 anni, deceduto qualche ora dopo in un incidente avvenuto “nel corso di manovre di esercizio” nel deposito di Catalano, lungo la linea Roma Viterbo. Sul posto gli operatori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. E’ stato trovato vicino a una cabina elettrica e sarebbe deceduto per arresto cardiaco. Rimasto folgorato, stando a quanto emerge da un primo esame del medico legale intervenuto sul posto insieme alla polizia. Da una prima ricostruzione sembra che l’uomo, capo elettricista, si sia recato in officina per una riparazione. Dopo qualche minuto altri operai, non vedendolo, sono andati a cercarlo e lo hanno trovato morto.




DICHIARAZIONI DELL’ILVA IN MERITO

«Il nastro risultato danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l’intervento di riparazione. Come da procedura aziendale, il nastro è stato preventivamente messo in sicurezza ed è stato privato di alimentazione elettrica. Nonostante l’applicazione di tutte le misure di sicurezza, durante le attività di rimozione del materiale ferroso che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall’operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e lo ha trascinato».

ALTRE DICHIARAZIONI IN MERITO ALLA FACCENDA

Rocco Palombella, segretario generale Uilm : “Basta con questo commissariamento dell’azienda che non sta portando da nessuna parte ma creando solo incertezza. Nell’Ilva non c’è coordinamento tra l’esercizio e le imprese terze. Anni fa c’erano imprese specializzate che sapevano cosa fosse la pulizia industriale e come intervenire, adesso, invece, con la necessità di tagliare i costi, si rischia di mandare allo sbaraglio giovani lavoratori inesperti”.

Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl: “Incidente drammatico, e per di più in un quadro di assoluta precarietà dell’Ilva. Sono mesi che diciamo che bisogna uscire al più presto dal pantano e dare all’Ilva un assetto chiaro ed una prospettiva industriale. Invece abbiamo solo rinvii e incertezze”.

La Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan: “La morte di un giovane operaio all’Ilva di Taranto è un fatto grave che ci addolora molto e che ripropone in maniera drammatica il tema della sicurezza sul lavoro nelle fabbriche italiane. Occorre che il tema della sicurezza e della prevenzione degli incidenti sul lavoro e della salute diventi una delle priorità del paese. Quando muore un operaio sul proprio posto di lavoro è una sconfitta per tutto il paese.”

Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, e Giuseppe Romano, segretario della Fiom Taranto: “Ancora una volta ci troviamo di fronte a un drammatico evento derivante dall’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione, di salute e sicurezza più volte denunciata dai responsabili per la sicurezza e dai delegati della Fiom. Oltre all’indignazione per l’ennesimo omicidio sul lavoro, denunciamo ancora una volta l’insostenibilità della fase di incertezza in cui si trova la vertenza Ilva, e chiediamo con ancora più forza un tavolo di confronto con i commissari e con il governo».

Il segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli: “Un altro ragazzo è morto all’Ilva di Taranto. Si chiamava Giacomo, stava pulendo un nastro trasportatore del materiale, ma il tamburo su cui si muove il nastro non era stato adeguatamente imbragato e Giacomo è rimasto schiacciato tra il tamburo e il nastro. Lavorava per la ditta d’appalto Steel Service Srl e aveva solo 25 anni, classe 1991”.

Angelo Bonelli della federazione dei Verdi: “Un’altra vita se ne va e Taranto paga un tributo di vite umane intollerabile. Da quando il siderurgico tarantino è in funzione, dagli inizi degli anni 60, sono morti per incidenti sul lavoro 500 operai: operai Ilva e cittadini tarantini sono legati tra loro in un drammatico legame di morti e malattie. Le indagini epidemiologiche ed in particolare l’ultima elaborata dal dipartimento di epidemiologia del Lazio, da Arpa Puglia dimostrano che l’inquinamento ha prodotto migliaia di morti nella popolazione tra il 1998 e il 2014. Lo studio in particolare dimostra come la mortalità da inquinamento sia legata all’andamento del ciclo produttivo Ilva: più alta è la produzione e più aumenta la mortalità e viceversa.”

il Circolo Legambiente Taranto: “Al di là di cause e responsabili, resta il dolore e la follia di un ennesimo morto sul lavoro in una fabbrica commissariata, con impianti sotto sequestro, oggetto di dieci decreti legge. Chiediamo che si ponga fine a questa mattanza. Si effettuino tutti gli interventi necessari per permettere a chi lavora in Ilva di farlo in sicurezza. E si ponga mano agli investimenti previsti dall’Aia che, in attesa del nuovo Piano Ambientale, vanno comunque realizzati.”




LO SCIOPERO E LE GIORNATE

i sindacati di Taranto – Fim, Fiom, Uilm e Usb – proclamano lo sciopero dei lavoratori a partire dalle 12 fino alle 7 della mattina successiva.

 

fonte: ilsole24ore.com , corriere.it , iltirreno.geolocal.it , askanews.it ,

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