Napoli è in attesa del miracolo di san gennaro 2016

Oggi, 19 settembre 2016, poco dopo le ore 10 avvenuta la liquefazione del Sangue di San Gennaro, santo patrono della città. La reliquia è stata prelevata già liquefatta dalla teca. Celebrazione solenne al Duomo, dove sono esposte le ampolle. Alle 10.38 lo sventolìo del fazzoletto. Un evento che è capace di attirare l’attenzione di moltissima gente.



DICHIARAZIONI DEL CARDINALE

Alle ore 10.38, dopo la prima invocazione religiosa cantata, il cardinale di Napoli Crecenzio Sepe ha dato notizia dell’avvenuto prodigio. Sepe ha anche salutato Carlo e Camilla di Borbone, eredi del casato spagnolo ed è partito un lungo applauso. Applauso anche per Luigi De Magistris. “Come è successo negli ultimi anni quando poco fa insieme coi vescovi e il sindaco e gli altri membri della Deputazione ho aperto la cassaforte, il sangue era già sciolto” ha detto Sepe.

PERCHÈ IL SANGUE DI SAN GENNARO SI SCIOGLIE? 

La Chiesa ha da sempre adottato una posizione molto prudente, sostenendo che non ci sono prove che il sangue di quelle ampolle appartenga effettivamente al Santo e che non ci sono abbastanza elementi né per dimostrare né per escludere che il fenomeno abbia spiegazioni fisiche.

 

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Tra gli scettici invece, compresi alcuni studiosi del Cicap(Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), era dominante l’ipotesi per cui alla base della liquefazioni ci fosse la tissopria (la capacità di alcuni fluidi quasi solidificati di passare, se opportunamente agitati, allo stato liquido). E anche l’astrofisica Margherita Hack, tra i fondatori del Cicap, ribadì che si tratterebbe “solo una reazione chimica”.



SECONDO ALCUNI, NAPOLI RESTA UN GRUMO

Il prodigio, come sostengono e hanno sostenuto prelati e porporati, è segno di liberazione per Napoli e per il meridione o è una ennesima fuga omeopatica per cercare soluzioni magiche nel Mistero, dato che dal quotidiano non ne arrivano? Eppure, la storia di Napoli sembra essere più che sanguigna, dissanguata da lotte di liberazione mai portate a termine e da progetti gridati e mai realizzati. Più facile aspettare che scorra il sangue di Gennaro due o tre volte all’anno, che lasciar scorrere il proprio per restare fedeli all’impegno civile. Napoli aspetta più volte l’anno il prodigio del sangue e l’attesa del prodigio fa parte della sua stessa struttura psicologica, sempre in bilico tra la speranza ottimistica e il fatalismo.

SAN GENNARO, UN VESCOVO VIENE DALLA SIBERIA PER ASSISTERE AL MIRACOLO

Dalla Siberia per San Gennaro. Tra gli ospiti della celebrazione eucaristica per il santo patrono in Duomo, officiata dal cardinale Crescenzio Sepe, ci sarà anche il vescovo metropolita Aristarch di Kuzbass-Kemerovo, nella Siberia sud-occidentale. Con lui anche padre Mikayl, cappellano della comunità russo-ortodossa di Napoli, e il vescovo vietnamita Giuseppe Do Manh Hung.



QUANDO IL MIRACOLO NON ACCADE

In alcuni casi, si diceva, questo non succede. La storia recente riporta diversi casi di mancato scioglimento. Nel settembre del 1939 e del 1940, ad esempio, in corrispondenza con l’inizio della seconda guerra mondiale e dell’entrata nel conflitto dell’Italia; nel settembre del 1943, data dell’occupazione nazista, nel settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli e nel settembre del 1980, anno del terremoto in Irpinia.  Tutte date in qualche modo drammatiche. E anche nei secoli scorsi, si ricordano giorni in cui il miracolo non è avvenuto. Coincidono spesso con assedi, eruzioni e pestilenze.

 

 

 

 

fonte: napolifanpage.it , ilvelino.it , quotidiano.net , repubblica.it ,

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