Tutti gli aggiornamenti su Inter – Borussia Mönchengladbach

Per il calcio estivo, ecco una squadra che sta facendo molto humor sul web. Parlo proprio dell’ Inter, che si dovrà scontrare con il Borussia, giorno 10 agosto. Ma non facciamoci prendere dall’entusiasmo o dagli innumerevoli pronostici che girano sul web. Analizziamo tutto con calma. 

L’Inter 

Una squadra che non sta passando momenti felici, i risultati positivi stentano ad arrivare e dopo la sostituzione dello storico allenatore Mancini con Frank de Boher, la situazione deve per forza di cose migliorare. Poi nel giorno della presentazione del nuovo tecnico, sorgono dubbi circa la situazione societaria in casa Inter. Ad aver ‘lanciato la pietra’ è stata ‘La Gazzetta dello Sport’ che ha spiegato, in maniera molto chiara, il quadro organizzativo attuale della società nerazzurra passata, poche settimane fa, a Suning Holding Group per il 68,55% delle quote.L’uomo che potrebbe tenere le redini di tutto è Kia Joorabchian, procuratore iraniano, figura controversa, dice la ‘Gazzetta’, tra mandati d’arresto e collaborazioni con l’ex URSS, è molto più che un semplice consulente per Suning, che ha individuato in lui un vero e proprio uomo di fiducia.
L’arrivo di De Boer è strettamente connesso alla sua figura in quanto suo assistito, ad esempio. Come anche l’interesse verso Joao Mario, giocatore del scuderia. Potente uomo di calcio, dieci anni fa con Media Sports Investments favorì il passaggio di Tevez e Mascherano al West Ham, trasferimenti ‘sospetti’ che diedero il via alle rigide normative FIFA relative alle TPO (third part ownership), cioè la ripartizione dei cartellini dei giocatori con terze parti.

Con l’arrivo del tecnico olandese, però, non tutti potrebbero rimanere: Felipe Melo, ad esempio – voluto da Mancini – non ha una sua collocazione nello scacchiere dell’ex allenatore dell’Ajax. Anche Jovetic, però,non è a suo agio, così come sono a rischio i vari Ranocchia, Dodò, Andreolli, Gnoukouri e Santon.



Il Borussia

Le parole del tecnico Shubert sono chiare e concise:

 Giochiamo per vincere, se lo faremo poi forse potremo guardare la classifica e pensare di raggiungere gli ottavi. Non guardiamo la classifica. Giochiamo davanti al nostro pubblico, in casa e vogliamo vincere a prescindere dalla classifica.Noi siamo concentrati e sappiamo quello che dobbiamo fare per mettere in difficoltà i neroazzurri e provare a vincere. Sarà una bella sfida. Dovremo adattarci a tutto e ho un’idea in testa, speriamo sia buona.I maghi li possiamo avere in campo, Ibrahima Traoré è uno di quelli, ma anche tutti i compagni possono regalare momenti magici.Poi staremo a vedere se quello che abbiamo provato e pensato sarà stato giusto”, conclude. Le parole del tecnico fanno capire quanto sia importante vincere contro l’Inter, dopo un precedente pareggio con la rivale Juventus. 

Il Meteo (previsioni)

Un vasto vortice di bassa pressione insiste sulla Scandinavia pilotando una saccatura depressionaria verso l’europa e verso l’italia, dove porterà pioggie e rovesci localmente intensi come anche aria più fresca.
CONDIZIONI METEO – Sereno o poco nuvoloso ad Ancona, con temperature comprese tra i +19° e i +22° gradi, venti moderati ed un tasso di umidità intorno al 70%.

Probabili formazioni 

Anche se non si ancora se ci sarà il nuovo tecnico De Boer sulla panchina neroazzurra, ipotizziamo che venga riconfermato il 4-4-2 visto nelle amichevoli precedenti. Davanti ad Handanovic, ci saranno D’Ambrosio, Murillo, Miranda e Ansaldi. Passando al centrocampo invece, Kondogbia, Brozovic, Banega e Biabany agiranno alle spalle del duo in avanti Perisic-Icardi. Per il Borussia, il tecnico Schubert ha pronto un 3-4-1-2 per questa sfida all’Inter. Davanti al portiere Sommer, il tridente difensivo sarà formato da Elvedi, Christensen e dal neo arrivato Vestegaard. Per quanto riguarda il centrocampo, Traoré, Schulz, Hermann e Kramer agiranno alle spalle del trequartista Hofmann e del duo in avanti Hahn-Hazard.



La partita della lattina  

Una curiosa notizia che accomuna entrambe le squadre. La partita della lattina  è il nome con cui è stato denominato in Italia l’incontro di calcio valevole per gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1971-1972, disputato il 20 ottobre 1971 a Mönchengladbach, in Germania Ovest, tra i padroni di casa del Borussia Mönchengladbach e gli italiani dell’Inter, successivamente annullato dalla giustizia sportiva europea a causa del lancio di una lattina, compiuto da un tifoso della squadra tedesca, la quale colpì l’attaccante nerazzurro Roberto Boninsegna.

Il Borussia Mönchengladbach aveva appena vinto la sua seconda Bundesliga, ma i suoi giovani talenti erano poco più che sconosciuti in Italia. L’Inter invece, forte della vittoria del cosiddetto “Scudetto del sorpasso” poteva schierare campioni di caratura mondiale. Proprio per questo gli italiani snobbarono l’incontro sicuri di un ennesimo passaggio del turno senza troppi sforzi. Nei sedicesimi, infatti, entrambe le squadre si erano sbarazzate a suon di gol dei rispettivi avversari: il Mönchengladbach aveva liquidato gli irlandesi del Cork Hibernians (5-0 e 2-1), mentre l’Inter aveva ipotecato la qualificazione già nell’incontro di andata battendo aSan Siro l’AEK Atene per 4-1 per poi limitare i danni nella sconfitta per 2-3 in Grecia. La piccola cittadina e l’aria provinciale del Bökelbergstadion, con le sue tribune in legno a ridosso del terreno di gioco e la sua scarsa capienza, consolidarono nei nerazzurri la convinzione che l’avversario fosse poco più che una piccola provinciale balzata alla ribalta del calcio europeo grazie ad un paio di stagioni fortunate, e non potesse in alcun modo incutere timore.

Sul campo l’Inter si rese subito conto di aver commesso un errore nel sottovalutare gli avversari: al settimo minuto il Mönchengladbach si portò in vantaggio grazie aHeynckes. Boninsegna pareggiò al 19′, ma l’equilibrio durò poco perché dopo soli due minuti le Fevre siglò il 2-1.

Al 29′ Boninsegna si stava apprestando a battere una rimessa laterale quando venne colpito al capo da una lattina di Coca-Cola, cadendo a terra. I nerazzurri, a stento trattenuti dal tecnico Invernizzi, assediarono l’arbitro olandese Jef Dorpmans chiedendo la sospensione dell’incontro. I tedeschi a loro volta aggredirono gli italiani e si formarono diversi capannelli al centro del campo. Nel parapiglia Sandro Mazzola notò due tifosi italiani oltre le recinzioni, nel settore dal quale era partito l’oggetto che aveva colpito Boninsegna, e che uno dei due stava bevendo proprio da una lattina di Coca-Cola; si precipitò verso di loro, si fece passare la bibita e la consegnò all’arbitro fingendo che fosse il corpo del reato. Lo stesso Mazzola, in una successiva intervista, poi avallata dall’allora presidente dell’Inter Ivanoe Fraizzoli, confermò che quella vuota consegnata all’arbitro non era la lattina giusta (che sarebbe invece stata fatta sparire dai tedeschi), poiché quella che aveva colpito Boninsegna era, al contrario, piena. Nel frattempo, l’allenatore nerazzurro decise di sostituire la propria punta, la quale non era in grado di proseguire.



Dopo aver faticato non poco per ricomporre le due squadre l’arbitro, dopo sette minuti di sospensione, diede l’ordine di ricominciare la partita. I giocatori del Mönchengladbach si scatenarono letteralmente, travolgendo l’Inter, la quale, essendo già convinta di ottenere la vittoria a tavolino, non oppose resistenza.Prima dell’intervallo segnarono ancora le Fevre, Netzer su calcio di punizione ed infine Heynckes, che mandò le squadre negli spogliatoi sul 5-1. Nella ripresa andò in gol ancora Netzer e chiuse il conto Sieloff che trasformò un contestato rigore che fece innervosire Corso. Quest’ultimo aggredì l’arbitro prendendolo a calci: verrà squalificato per un lungo periodo, nonostante la dirigenza nerazzurra per non perdere il campione, avesse tentato di attribuire il gesto a Ghio. Finì 7-1 in un clima infuocato.Nonostante il trionfo il pubblico locale, ritenendo di aver assistito ad una sceneggiata da parte degli italiani, incapaci di perdere, assediò furibondo lo spogliatoio dell’Inter. Boninsegna non si fece vedere e la squadra dovette fare ritorno a Colonia dopo diverse ore.

Dopo l’umiliante risultato del campo gli interisti erano sicuri di ottenere la vittoria per 3-0 a tavolino ma subirono una doccia gelata quando si resero conto che i regolamenti dell’UEFA non contemplavano in alcun modo il principio della responsabilità oggettiva, secondo cui una società deve rispondere del comportamento dei suoi tifosi. Qui entrò in gioco l’avvocato Peppino Prisco, vicepresidente dell’Inter, che avanzò reclamo chiedendo a gran voce la vittoria a tavolino. Gli ambienti calcistici italiani e tedeschi si infiammarono, e la rovente polemica attirò le attenzioni anche di molti altri paesi europei.Il ritorno a San Siro si giocò il 3 novembre 1971 e venne vinto per 4-2 dall’Inter. La ripetizione dell’incontro di andata si disputò a Berlino il 1º dicembre 1971. L’Inter si barricò in difesa e grazie soprattutto alle prodezze del giovane portiere Bordon (che parò anche un rigore a Sieloff) riuscì a difendere lo 0-0 e si qualificò per i quarti di finale.Non esistendo la prova televisiva nessuno può affermare con certezza cosa successe quella sera, ma sono numerose le testimonianze sull’evento. La maggior parte, soprattutto sul versante tedesco, sostiene che la lattina lanciata dagli spalti fosse ormai vuota e accartocciata, che Boninsegna fu colpito in modo leggero e che tutta la sceneggiata venne architettata dai medici e dirigenti dell’Inter per ottenere la vittoria a tavolino. Dal lato italiano un prezioso contributo risulta essere quello di un giornalista italiano, Alfeo Biagi, che ricorda di aver visto passare la lattina sopra la propria testa, proveniente dalla tribuna stampa, e quella del collega del Resto del Carlino Oddone Nordio.

 

 

fonte: calcioweb.eu , ilmeteo.it , centrometeoitaliano.it , blastingnews.com , fcinternews.it , wikipedia.org

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